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La nostra storia

SCHEDA DEL GIORNALE

Il Commercialista Veneto è un periodico a contenuto tecnico e professionale edito e di proprietà dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie.
Da sempre pensato e voluto come l’organo di stampa di tutti i Dottori Commercialisti delle Tre Venezie, è fondato nel 1965 da Dino Sesani, di Venezia, che ne è, oltre che  proprietario ed editore, anche direttore responsabile fino al 1989, anno in cui abbandona la direzione per assumere l’incarico di consigliere nazionale. Successivamente hanno assunto la direzione del giornale  Giorgio Maria Cambiè, di Verona, fino a tutto il 1996; Giuseppe Rebecca, di Vicenza, per il biennio 1997 – 1998; Giampaolo Capuzzo, di Rovigo, per il biennio 1999 – 2000; Carlo Molaro, di Udine, per il triennio 2001 – 2003; Luciano Berzè, di Padova, dal 2004 al 2007; Massimo Da Re, di Venezia, dalla fine del 2007 al 2012 e dall’inizio del 2013 la direzione è affidata a Germano Rossi, di Treviso.
Il direttore è attualmente affiancato nei suoi compiti dal vice direttore Ezio Busato, di Padova, e dal Comitato di Redazione, che è composto da 16 redattori, ciascuno direttamente nominato dall’Ordine professionale di appartenenza.
Il giornale è iniziato con il solo sostegno economico dei contributi che i vari Ordini gli versavano direttamente ogni anno in base al numero dei propri iscritti. Ma già da molti anni questi introiti sono   incamerati direttamente dal Triveneto (divenuto proprietario ed editore della testata nel 1997) che, anche grazie alle sponsorizzazioni reperite per il giornale nel corso degli ultimi anni, provvede a coprire i costi della pubblicazione e di tutte le sue iniziative.
Particolare attenzione è sempre stata riservata nel dare spazio e supporto ai giovani: dal 1995 l’assegnazione dei  Premi per i migliori articoli pubblicati e scritti da giovani di età inferiore ai 35 anni e dal 1998 i concorsi per le Borse di Studio riservate ai praticanti.
Nato come periodico trimestrale, dal 1997 esce con cadenza bimestrale.
E’ sempre stato spedito in abbonamento postale a tutti gli iscritti agli Albi  dei 14 Ordini delle Tre Venezie, e dal 2009, a seguito della unione con i Ragionieri, ha raggiunto una tiratura attuale di 11.700 copie. Con un indirizzario di cortesia creato su indicazione del direttore ed eventuali segnalazione dei singoli redattori, è inviato anche a circa 700 nominativi di istituzioni  locali (Uffici Amministrativi e Giudiziari, Associazioni di categoria, Banche, Giornali) e nazionali.
Nel corso dei molti anni della sua vita il giornale ha sempre cercato di seguire le linee guida che ne hanno determinato la nascita: essere la voce di tutti i colleghi del Triveneto, una palestra di confronto di idee e di problemi che sono comuni a questa grande area, l’osservatore attento dei tanti cambiamenti che investono la professione e valido strumento di dialogo fra persone che si occupano dei medesimi problemi, delle medesime sfide e delle medesime difficoltà.
E nell’ancora costante perseguimento di questi intenti è forse il segreto della sua vitalità.

Il ricordo di Dino Sesani, fondatore del Giornale
(tratto dal n.165/2005 – numero speciale per il quarantennio del giornale)

UN RICORDO PREISTORICO

Confesso con sincero candore che se nel lontano 1965 una maga, un profeta o, meno dispendiosamente, una chiromante avesse previsto l’odierna celebrazione dei quarant’anni di vita del nostro periodico, avrei accolto la predizione con stupita incredulità.
Invece l’evento si è portentosamente verificato e, mi si creda, ho provato una certa emozione nel leggere l’invito del direttore Berzè a scrivere queste righe in ricordo dell’entusiasmo, della determinazione e della sentita necessità di dare una voce alla categoria in un’epoca in cui essa, quanto meno nel nostro territorio, si esprimeva faticosamente e veniva riconosciuta dal pubblico soltanto in termini di utilità anziché di indispensabilità come è avvenuto in seguito.
L’iniziativa di pubblicare un periodico che raccogliesse le opinioni ed aprisse un dialogo tra gli iscritti all’Ordine di Venezia, per dibattere le problematiche del quotidiano professionale, proiettandole poi all’esterno per farle conoscere, raccolse fatalmente attorno a sé scetticismo, diffidenza e sospetto.
Sospetto soprattutto, perché taluni pensavano che i redattori coltivassero l’esclusivo proposito di mettersi in mostra, di commettere il peccato mortale di farsi pubblicità. Occorreva dunque un colpo d’ala per sollevarsi da terra e questo venne dalla fervida intuizione del mai dimenticato e tanto rimpianto presidente dell’Ordine di Venezia, Antonio Gianquinto, che con il suo prestigio autorizzò e diciamo pure impose, la pubblicazione di un “bollettino” a periodicità trimestrale, organo di stampa del Consiglio, a cura e responsabilità del membro meno anziano dei Consiglieri (il sottoscritto appunto) che l’aveva proposta e sostenuta con tanto ardore.
E così cominciò l’avventura de Il Commercialista Veneto: va detto che stranamente la denominazione assunta fin dall’inizio passò liscia, senza contrasti, benché essa contenesse già implicitamente la connotazione di un programma editoriale aperto sia in termini di contenuto che di sviluppo in un’area regionale e non soltanto provinciale.
Infatti qualche anno dopo, al primo nucleo di colleghi veneziani, Tomasin, Morino, Foscari, si affiancarono Lorenzoni e Cortellazzo da Padova, Anti e Cambiè da Verona, Carrucciu da Vicenza, Pandolfi e De Mattia da Treviso, Camellin da Rovigo. Il Signore abbia misericordia di me per le sia pure involontarie omissioni in cui sarò certamente incorso.
Le riunioni del Comitato di Redazione si tenevano a Mestre, in una saletta riservata dell’Hotel Bologna, ove si discutevano sia il profilo culturale ed informativo del menabò sia i soggetti cui richiedere la collaborazione puntando su firme autorevoli per far crescere in prestigio il giornale, come pure sollecitando giovani colleghi a prodursi spavaldamente con un “pezzo” a soggetto.
La ricerca, soprattutto di firme autorevoli, in realtà si traduceva in accattonaggio foss’anche intellettuale, ma pur sempre tradotto in lunghe, mortificanti attese, diplomatici sondaggi e cauti solleciti. Non sono mancati comunque interventi e articoli di personaggi importanti: ricorderò Pasquale Saraceno, Libero Lenti, Guido Carli, Gustavo Minervini ed altri ancora reperibili nella collezione del nostro periodico curata con tanto amore e diligenza dal caro Giuseppe Rebecca.
Né ci furono lesinate critiche ed anche qualche appassionata polemica sempre però ricucite con civile compostezza.
Poi venne il Triveneto e qui mi fermo, sia perché la storia è abbastanza recente e la conoscono tutti, sia per decenza, avendo affitto i colleghi di tre regioni per 25 anni!